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______________ AMBIENTEDIRITTO ______________

 

GIUSTIZIA CLIMATICA: L’IMPORTANZA DEI MECCANISMI PROCESSUALI E L’INIZIO DI UNA NUOVA STAGIONE DEL CONTENZIOSO NELL’UNIONE EUROPEA

 

Climate justice: the importance of trial mechanisms and the start of a new season of litigation in the european union

 

Giacomo Vivoli

 

ABSTRACT [ITA]: Il Tribunale civile di Roma ha dichiarato inammissibile, per difetto assoluto di giurisdizione, il ricorso promosso dalla società civile e noto come Giudizio Universale. La decisione è intervenuta dopo alcune storiche pronunce europee che, pur sotto profili differenti, hanno condannato gli Stati convenuti – Paesi Bassi, Francia e Germania – per l’inadeguatezza della loro azione climatica, ed è stata seguita, poco dopo, dalla sentenza della CEDU che ha accertato la responsabilità della Svizzera. Il contributo si propone di mostrare come l’esito di tali sentenze “positive” sia stato influenzato in misura rilevante dai meccanismi processuali di ogni ordinamento, evidenziando come quello italiano non si sia dotato di strumenti normativi idonei a recepire le peculiarità della giustizia climatica. Inoltre, alla luce dell’adozione del regolamento n. 1119/2021 (European Climate Law) e in vista di uno scenario in cui ogni Stato avrà adottato un proprio Piano Nazionale Integrato per Energia e Clima (PNIEC), il contributo prospetta l’apertura di una nuova fase per la giustizia climatica in ambito unionale.

ABSTRACT [EN]: The Civil Court of Rome declared inadmissible, for total lack of jurisdiction, the lawsuit brought by civil society and known as Giudizio Universale. The decision was issued after several landmark European rulings which, albeit on different grounds, condemned the respondent States – the Netherlands, France, and Germany – for the inadequacy of their climate action, and was followed shortly thereafter by the ECtHR judgment establishing Switzerland’s liability. This paper aims to show how the outcome of such “positive” rulings was significantly influenced by the procedural mechanisms of each legal system, highlighting how the Italian system has not equipped itself with the legislative tools necessary to address the distinctive features of climate justice. Furthermore, in light of the adoption of regulation No. 1119/2021 (European Climate Law) and in anticipation of a scenario in which each member State will have adopted its own National Energy and Climate Plan (NECP), the paper outlines the prospect of a new phase for climate justice within the EU framework.

 

SOMMARIO: 1. Il Giudizio Universale: una sentenza “negativa” tra storiche decisioni “positive”; 2. Le tre storiche decisioni europee di giustizia climatica: meccanismi processuali (standing) e “difetti ottici” statali; 3. I rischi di un ordinamento silente: la giustizia climatica tra actio popularis e probatio diabolica; 4. Il caso Giudizio Universale. L’inadeguatezza dell’ordinamento italiano ad accogliere le cause climatiche; 5. Uno spartiacque per la giustizia climatica: il regolamento UE n. 1119/2021 e i PNIEC; 6. Verso una nuova fase della giustizia climatica UE: il caso Affaire du Siècle quale modello di ricorso.


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