______________ AMBIENTEDIRITTO ______________

 

EDITORIALE

 

L’ADEMPIMENTO DEI DOVERI INDEROGABILI DI SOLIDARIETÀ DI CUI ALL’ART. 2 COST. TRA STATO DI DIRITTO E STATO ETICO.

 

Giuliano Scarselli

 

Inter dominos Liber
Seneca, De tranquillitate animi

Per me la libertà è fine a sé stessa e, per dirla alla kantiana, non può essere assunta a valore di mezzo. La libertà è l’essenza stessa dello spirito umano e non può quindi essere costretta a muoversi entro i limiti della legge, perché è la libertà stessa che foggia le leggi. Ma noi non vogliamo limitare la libertà, vogliamo orientarla verso il bene, dicono i sostenitori dello Stato etico. Ma quale bene è più grande, quale bene è più sommo, della stessa libertà?”
Francesco De Vita in Assemblea costituente, 13 marzo 1947

 

SOMMARIO: 1. Premessa. L’esegesi dell’art. 2 Cost. in punto di adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale; la necessità di porre qualche distinzione e quella di tornare alle nozioni di Stato di diritto e Stato etico. 2. Lo Stato di diritto tra giusnaturalismo e illuminismo. 3. Lo Stato etico e il pensiero di Hegel. 4. Lo Stato etico fascista. 5. La negazione dello Stato etico e l’affermazione dello Stato di diritto nel dibattito costituente; 9 settembre 1946. 6. Segue: 10, 11 settembre 1946 e 13, 24 marzo 1947; la definitiva approvazione dell’attuale art. 2 Cost. 7. I diritti e i doveri dei consociati nello Stato etico e nello Stato di diritto. 8. Segue: la conferma di queste distinzioni in due grandi italiani, seppur fra loro diversi: Cesare Beccaria e Giuseppe Mazzini. 9. Il dovere di solidarietà di cui all’art. 2 Cost. nell’ambito dello Stato di diritto. 10. Il rischio di un ritorno allo Stato etico.


Scarica allegato

Iscriviti alla Newsletter GRATUITA

Ricevi gratuitamente la News Letter con le novità di AmbienteDiritto.it e QuotidianoLegale.

ISCRIVITI SUBITO


Iscirizione/cancellazione

Grazie, per esserti iscritto alla newsletter!