Still Reflecting, in Dialogue and Amid Obstacles, on Article 19 of the Workers’ Statute Following Judgment No. 156/2025 of the Constitutional Court
______________ AMBIENTEDIRITTO ______________
– Anno XXVI – Fascicolo n. 3/2026 –
ANCORA RIFLETTENDO, IN DIALOGO E TRA OSTACOLI, SULL’ART. 19 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI DOPO LA SENTENZA N. 156/2025 DELLA CONSULTA
Still Reflecting, in Dialogue and Amid Obstacles, on Article 19 of the Workers’ Statute Following Judgment No. 156/2025 of the Constitutional Court
ANTONELLO ZOPPOLI
Ordinario di Diritto del lavoro nell’Università di Napoli Federico II
Abstract (It): Con il nuovo criterio introdotto nell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori – il sindacato comparativamente più rappresentativo a livello nazionale – ad avviso dell’Autore la Corte costituzionale, nella sentenza n. 156 del 30 ottobre 2025, riprende le caratteristiche storiche delle relazioni sindacali italiane, senza contraddire l’esito referendario del 1995 e in coerenza con le dinamiche dell’ordinamento intersindacale. Il saggio esamina, in particolare, alcune questioni relative all’interpretazione e all’applicazione del nuovo criterio, soffermandosi soprattutto sull’ambito di misurazione della rappresentatività comparativa, individuato nel territorio nazionale.
Abstract (En): In the Author’s view, with the new criterion introduced into Article 19 of the Workers’ Statute – the comparatively most representative trade union at national level – the Constitutional Court, in judgment No. 156 of 30 October 2025, resumes the historical features of Italian industrial relations, without contradicting the outcome of the 1995 referendum and in keeping with the dynamics of the inter-union legal order. The essay examines a few questions concerning the interpretation and application of the new criterion, with particular attention to the territorial scope of the assessment of comparative representativeness, identified in the national territory.
Sommario: 1. Il ritorno al livello nazionale nelle tradizioni del diritto sindacale italiano (senza contraddire l’esito referendario del 1995 e in coerenza con le dinamiche dell’ordinamento intersindacale). – 2. La comparazione inclusiva e la questione della “soglia”. – 3. I criteri per la definizione del perimetro della maggiore rappresentatività comparativa e l’esigenza di chiarezza, anzitutto terminologica. – 4. La categoria contrattuale. – 5. Il settore produttivo/merceologico. – 6. L’attività economica svolta dall’impresa. – 7. L’obbligata scelta del territorio nazionale per il rispetto del principio di cui all’art. 39 co. 1 Cost. e il giusto rilievo della presenza sindacale nel contesto produttivo. – 8. La misurazione della rappresentatività comparativa, vecchi problemi.
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