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Prison and work: the darkness behind and beyond the bars

 

 

______________ AMBIENTEDIRITTO ______________
– Anno XXVI – Fascicolo n. 3/2026 –

 

CARCERE E LAVORO: IL BUIO DIETRO E OLTRE LE SBARRE *

 

Prison and work: the darkness behind and beyond the bars

 

PIERA CAMPANELLA
Ordinaria di Diritto del lavoro nell’Università di Urbino Carlo Bo

 

Abstract (It): Il contributo esamina il rapporto tra carcere e lavoro in Italia, mostrando come la crisi del lavoro penitenziario rifletta sia il degrado del sistema carcerario, sia la più ampia precarietà del lavoro nella società. Ripercorre l’evoluzione normativa dalla riforma del 1975 alla mini-riforma Orlando del 2017, evidenziandone i limiti. Analizza i fattori – spazi inadeguati, scarse risorse, disinteresse delle imprese – che ostacolano l’occupazione in carcere, collegandoli al mercato del lavoro esterno. Il carcere emerge così come “discarica sociale” per gli esclusi dal mercato del lavoro.

Abstract (En): The paper examines the relationship between prison and work in Italy, showing how the crisis of prison labour reflects both the deterioration of the prison system and the broader precariousness of work in society. It traces the regulatory evolution from the 1975 reform to the 2017 Orlando mini-reform, highlighting its limits. It analyses the factors — inadequate spaces, scarce resources, lack of interest from businesses — that hinder employment in prison, linking them to the external labour market. Prison thus emerges as a “social dump” for those excluded from the labour market.

 

Parole chiave: Lavoro (rapporto) – Rapporti di lavoro speciali – Lavoro carcerario – Limiti e condizioni – Mercato del lavoro – Flessibilità del lavoro – Effetti sul lavoro carcerario.

Key words: Labour (employment relations) – Special employment relations – Prison labour – Limits and conditions – Labour market – Labour flexibility – Effects on prison labour.

 

«Ci sono molti modi di uccidere. Si può infilare a qualcuno un coltello nel ventre, togliergli il pane, non guarirlo da una malattia, ficcarlo in una casa inabitabile, massacrarlo di lavoro, spingerlo al suicidio, farlo andare in guerra ecc. Solo pochi di questi modi sono proibiti nel nostro Stato».

Bertolt Brecht1

«(…) Ieri sera c’erano delle meravigliose nuvole rosa sopra il muro della mia fortezza.

Stavo davanti all’inferriata e ho recitato per me sola la mia poesia preferita di Mörike (…)».

Rosa Luxemburg2

«(…) I “rifiuti umani” non possono più essere rimossi e trasportati in discariche lontane e privati efficacemente dell’accesso alla “vita normale”. Pertanto, occorre sigillarli in contenitori a tenuta stagna. Tali contenitori sono forniti dal sistema penale. (…)».

Zygmunt Bauman3

Sommario: 1. Premessa. – 2. Lo stato delle carceri. – 3. Carcere e mercato del lavoro.

 

1 *  Il contributo prende spunto dalle esperienze del Progetto di supporto al reinserimento lavorativo dei detenuti dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ed è destinato ai relativi atti: L. Angelini, M.L. Biccari, A. Fabbri, R. Palavera, N. Pascucci, C.E. Pupo (a cura di), Non solo carcere. Aprire al lavoro, Urbino University Press, Urbino, in corso di pubblicazione.  
   B. Brecht, Me-ti. Libro delle svolte, trad. it. di C. Cases, L’Orma, Roma, 2019, p. 58.

2 R. Luxemburg, Un ardente desiderio di primavera. Erbe, animali e cieli nelle lettere dal carcere, trad. it. di D. Baratti e P. Candolfi, Edizioni Casagrande, Bellinzona, 2025, p. 72.

3 Z. Bauman, Vite di scarto, trad. it. di M. Astrologo, Laterza, Bari, 2008, p. 106 s.


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