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– Anno XXVI – Fascicolo n. 2/2026 –
FOCUS
ADVISORY OPINION DELLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI: I LIMITI GIURIDICI ALL’AUTODETERMINAZIONE DEGLI NDC
GIACOMO VIVOLI
ABSTRACT [ITA]: Nel luglio del 2025, la Corte internazionale di giustizia ha reso un parere rispondendo ad alcuni quesiti posti dall’Assemblea ONU – ma sollecitati dalla società civile – ad ampio spettro sugli obblighi a cui sono tenuti gli Stati con riferimento ai cambiamenti climatici. Il parere assumerà inevitabilmente un ruolo determinante e sarà parametro di riferimento per tutte le future cause climatiche. Il presente contributo si limita a focalizzare l’attenzione su di un aspetto specifico, ossia se, tenuto conto dell’autonomia concessa agli Stati dall’Accordo di Parigi nell’autodeterminare i propri Nationally Determined Contributions (NDC), dal parere siano ricavabili nuovi elementi per valutare la loro sindacabilità in sede giudiziaria.
ABSTRACT [EN]: In July 2025, the International Court of Justice issued an advisory opinion in response to several broad questions posed by the UN General Assembly — though prompted by civil society — concerning States’ obligations with regard to climate change. The opinion will inevitably play a crucial role and serve as a benchmark for future climate litigation. This contribution focuses on one specific aspect: whether, given the autonomy granted to States under the Paris Agreement in determining their Nationally Determined Contributions (NDCs), the opinion provides new elements for assessing the extent to which such contributions are subject to judicial review.
SOMMARIO: 1. Una breve sintesi: la prima decisione Urgenda e le scelte di fondo dell’Accordo di Parigi; 2. L’advisory opinion della Corte internazionale di giustizia: «Obligations of States in Respect of Climate change»; 3. Obiettivi di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5 °C: «primary goal» o «only goal»? 4. La sindacabilità degli NDC in sede giudiziaria; 5. Riflessioni conclusive.
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