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TAR PUGLIA, Bari, Sez. I - 2 ottobre 2009, n. 2226


ENERGIA - Impianti di produzione alimentati da fonte eolica - Realizzazione - D.I.A. -Attestazioni con cui va accompagnata l段stanza - Art. 12 d.lgs. n. 387/2003 - Mancata presentazione - Effetti. La denuncia d段nizio attivit per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonte eolica rappresenta, come quella edilizia, un regime sostitutivo della normale procedura autorizzatoria. Di riflesso, le attestazioni che devono accompagnare la dichiarazione consentita dall誕rticolo 27 della legge regionale Puglia 19 febbraio 2008 n. 1 non possono che ricalcare in linea di massima la documentazione da produrre con l段stanza per l弛ttenimento appunto dell誕utorizzazione, di cui ai commi terzo e quarto dell誕rticolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387. Ci conduce alla conclusione che, nell誕ssenza della documentazione, se pertinente ed essenziale, la dichiarazione d段nizio attivit non pu reputarsi formalmente presentata e che quindi dalla data del suo deposito non pu iniziare a decorrere il termine dilatorio di 30 giorni. Pres. Allegretta, Est. Adamo - L.S. (avv.ti Lofoco e Iacovelli) c. Comune di Orta Nova - TAR PUGLIA, Bari, Sez. I - 2 ottobre 2009, n.2226

ENERGIA - Impianti di produzione alimentati da fonte eolica - Realizzazione - D.I.A. - Principi applicabili - D.P.R. n. 380/2001 - Soggetti legittimati alla presentazione della D.I.A. - Locatario - Condizioni - Poteri comunali. Alla denuncia d段nizio attivit d段nstallazione e di produzione di elettricit da fonte eolica sono applicabili gli stessi principi elaborati in tema di denuncia edilizia. La DIA deve pertanto essere prodotta, ai sensi dell誕rticolo 23, primo comma, del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, dal soggetto legittimato, ovvero da 的l proprietario dell'immobile o chi abbia titolo proprietario dell'immobile o chi abbia titolo per presentare la denuncia di inizio attivit熹. In altre parole, per edificare necessario che il soggetto istante sia o il titolare del diritto di propriet sul fondo o chi, pur essendo titolare di altro diritto, reale o di obbligazione, abbia, per effetto di questo, obbligo o facolt di eseguire i lavori per cui chiede il permesso; quindi anche il locatario se il contratto di locazione reca l'esplicita o implicita, ma inequivocabile, autorizzazione all'esecuzione di dati interventi di trasformazione edilizia del bene in funzione dell'uso per il quale lo stesso stato concesso ad altri (Cass. civ., III sez., 15 marzo 2007 n. 6005; Cons. Stato, Sez. V, 28 maggio 2001 n. 2882; 4 febbraio 2004 n. 368; T.A.R. Veneto, Sez. II, 23 luglio 2001 n. 2211; T.A.R. Emilia Romagna, Parma, Sez. I, 1 luglio 2008 n. 338).Spetta al Comune la verifica del possesso del titolo, la cui mancanza impedisce all'amministrazione di procedere oltre nell'esame del progetto (Cons. Stato, Sez. IV, 22 giugno 2000 n. 3525; Sez. V, 12 maggio 2003, n. 2506; Sez. IV, 8 giugno 2007 n. 3027; T.A.R. Emilia Romagna, Parma, 21 febbraio 2007 n. 53; T.A.R. Campania, Napoli, sez. VII, 12 dicembre 2007 n. 16213; T.A.R. Basilicata, 19 gennaio 2008 n. 15). Pres. Allegretta, Est. Adamo - L.S. (avv.ti Lofoco e Iacovelli) c. Comune di Orta Nova - TAR PUGLIA, Bari, Sez. I - 2 ottobre 2009, n.2226

 

 

 

N. 02226/2009 REG.SEN.
N. 01890/2008 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia
(Sezione Prima)


ha pronunciato la presente


SENTENZA


sul ricorso numero di registro generale 1890 del 2008, proposto da Luigi Solazzo, rappresentato e difeso dagli avvocati Fabrizio Lofoco e Danila Iacovelli, con domicilio eletto presso il primo in Bari, via Pasquale Fiore, 14;


contro


il Comune di Orta Nova, in persona del Sindaco p.t.;

per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
 

- della nota prot. n. 23904 del 3.11.2008 (doc. A);
- della nota prot. n. 21255 del 9.10.2008 (doc. B);
- della nota prot. n. 20427 del 29.9.2008 (doc. C);
- della nota prot. n. 21178 del 7.10.2008 (doc. D);
- nonch di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenziali.


Visto il ricorso con i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
 

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 4 giugno 2009 il cons. Giuseppina Adamo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:



FATTO e DIRITTO


A. In data 29 luglio 2008, il signor Luigi Solazzo ha presentato una denuncia d段nizio attivit per la realizzazione di un impianto eolico da 900 kW, nel comune di Orta Nova, contrada Ferrante.

Il 2 ottobre 2008 (dopo quindi pi di 30 giorni dalla presentazione della denuncia), il Settore progettualit tecnica del Comune di Orta Nova chiedeva al ricorrente una serie di documenti, comunicando la sospensione dell'inizio dei lavori, con nota del 29 settembre 2008 prot. 20.427; tale richiesta veniva reiterata il 7 ottobre 2008 con la nota prot. 21.178.

Avendo il ricorrente domandato copia della D.I.A., l'Amministrazione municipale rigettava tale istanza, precisando che il rilascio della copia sarebbe avvenuto solo dopo il deposito della documentazione (nota 9 ottobre 2008 prot. 21.255).

Infine, con la nota prot. n. 23904 del 3 novembre 2008, il Comune comunicava che "a seguito della pubblicazione della Legge Regionale 21/10/2008, n. 31 - art. 3, lett. c), l'intervento di che trattasi non soggetto alla disciplina della D.I.A., in quanto trattasi di impianto non finalizzato all'autoconsumo e pertanto l'opera non pu essere realizzata con la D.I.A.".

I predetti atti vengono impugnati dall'interessato, alla stregua dei seguenti motivi:

1) (sull'errata applicazione della legge regionale 21 ottobre 2008 n. 31) violazione, falsa applicazione degli articoli 22 e 23 del D.P.R. n. 380/2001, dell'articolo 27 della legge regionale n. 1/2008, dell'articolo 7 della legge regionale 21 ottobre 2008 n. 31; eccesso di potere sotto il profilo dell'arbitrariet, del principio della certezza del diritto e del principio tempus regit acta;

2) illegittimit della richiesta di documentazione integrativa sotto il profilo della violazione e falsa applicazione dell'articolo 27 della legge regionale n. 1/2008; violazione e falsa applicazione della direttiva 2001/ 77 /CEE e del decreto legislativo n. 387/2003, articoli 1 e 12;

3) illegittimit della richiesta di documentazione integrativa per ingiustificato aggravio del procedimento, in relazione all'articolo 6 della direttiva 2001/77/CEE, del testo unico dell'edilizia, articoli 22 e 23, e dell'articolo 12 del decreto legislativo n. 387/2003;

4) violazione, falsa applicazione degli articoli 22 e 23 del D.P.R. n. 380/2001; eccesso di potere per sviamento della causa e per irragionevolezza ed arbitrariet.

Il signor Solazzo domanda altres il risarcimento dei danni subti per l'illegittima azione dell'Amministrazione.

All'udienza del 4 giugno 2009, la causa stata riservata per la decisione.

B. Il ricorrente impugna una serie di note del Comune di Orta Nova, con le quali, a seguito della presentazione della denuncia d段nizio attivit per l'installazione di un aerogeneratore, l'Amministrazione ha prima richiesto integrazioni documentali, ritenute dalla parte ingiustificate ed esorbitanti, e ha poi inibito l'attivit, richiamando il disposto dell'articolo 3, lett. c), della legge regionale 21 ottobre 2008, n. 31, che ha limitato il regime della denuncia d段nizio attivit ai soli impianti eolici (formati da un unico aerogeneratore di potenza non superiore a 1 KW) destinati all'autoconsumo.

Sostiene invece l'interessato che tale normativa non poteva essere applicata sia perch il termine di 30 giorni dalla presentazione della denuncia era spirato (e quindi l'Amministrazione non poteva pi pronunciarsi in senso inibitorio) sia perch, in ogni caso, ai sensi dell'articolo 7 della stessa legge regionale n. 31/2008, tale ultima normativa non si applica ove sia "validamente trascorso il termine di 30 giorni dalla formale presentazione di dichiarazione di inizio attivit, depositata a norma del D.P.R. n. 308/01, artt. 22 e 23".

Le censure, come proposte, sono infondate.

3. Ai fini dell'esame delle censure dedotte, occorre premettere alcune osservazioni sulla disciplina degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Gi in origine la direttiva 2001/77/CE, in un'ottica di liberalizzazione del mercato interno dell'elettricit, ha sottolineato il significato delle produzioni di tale tipo, evidenziando che 田ontribuiscono alla protezione dell'ambiente e allo sviluppo sostenibile; 摘sse possono inoltre creare occupazione locale, avere un impatto positivo sulla coesione sociale, contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti e permettere di conseguire pi rapidamente gli obiettivi di Kyoto (primo 田onsiderando).

Inoltre, per la direttiva, 橡 necessario tener conto della struttura specifica del settore delle fonti energetiche rinnovabili, in particolare al momento della revisione delle procedure amministrative di autorizzazione a costruire impianti di produzione di elettricit proveniente da fonti energetiche rinnovabili (ventesimo 田onsiderando).

L誕tto comunitario ha perci stabilito, all'articolo 6:

"1. Gli Stati membri o gli organismi competenti designati dagli Stati membri valutano l'attuale quadro legislativo e regolamentare esistente delle procedure di autorizzazione o delle altre procedure di cui all'articolo 4 della direttiva 96/92/CE applicabili agli impianti per la produzione di elettricit da fonti energetiche rinnovabili allo scopo di:

- ridurre gli ostacoli normativi e di altro tipo all'aumento della produzione di elettricit da fonti energetiche rinnovabili,

- razionalizzare e accelerare le procedure all'opportuno livello amministrativo,

- garantire che le norme siano oggettive, trasparenti e non discriminatorie e tengano pienamente conto delle particolarit delle varie tecnologie per le fonti energetiche rinnovabili.

La direttiva stata poi recepita con il decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387, il quale evidenzia nel suo complesso una precisa volont promozionale relativa ai procedimenti d段nstallazione d段mpianti di produzione di energia mediante fonti rinnovabili che, come sottolineato dal Consiglio di Stato, corrisponde a "finalit di interesse pubblico (la riduzione delle emissioni di gas all'effetto serra attraverso la ricerca, promozione, sviluppo maggior utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili di tecniche avanzati compatibili con l'ambiente tra i quali rientrano impianti eolici, costituisce un impegno internazionale assunto dallo Stato italiano recepito nell'ordinamento statale della legge 1ー giugno 2002, n. 120, concernente "Ratifica ed esecuzione del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l'11 dicembre 1997)" (decisione, sesta Sezione, 9 marzo 2005 n. 971).

Il citato decreto legislativo contiene in effetti una disciplina procedimentale assai scarna. Per quanto riguarda in particolare la semplice denunciabilit degli impianti, l'articolo 5 ("Razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative"), nella formulazione successiva all'articolo 2, comma 158, lettera g), della legge n. 244 del 24 dicembre 2007, applicabile alla fattispecie, si limita infatti a prevedere:

5. All'installazione degli impianti di fonte rinnovabile di cui all誕rticolo 2, comma 1, lettere b) e c) per i quali non previsto il rilascio di alcuna autorizzazione, non si applicano le procedure di cui ai commi 3 e 4 [riguardanti l誕utorizzazione unica]. 鄭i medesimi impianti, quando la capacit di generazione sia inferiore alle soglie individuate dalla tabella A allegata al presente decreto, con riferimento alla specifica fonte, si applica la disciplina della denuncia di inizio attivit di cui agli articoli 22 e 23 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell誕mbiente e della tutela del territorio e del mare, d段ntesa con la Conferenza unificata di cui all誕rticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono essere individuate maggiori soglie di capacit di generazione e caratteristiche dei siti di installazione per i quali si procede con la medesima disciplina della denuncia di inizio attivit熹.

L'essenzialit di tale disciplina, con evidenti finalit di semplificazione e accelerazione, che si limita a richiamare strumenti utilizzati per i pi modesti interventi edilizi (campo di tradizionale e consolidata competenza dei comuni) si contrappone per alla complessit tecnica del settore, sviluppatosi in tempi recenti, e alla molteplicit e alla rilevanza degli interessi coinvolti (ambiente, paesaggio, impresa, salute, urbanistica).

In effetti, a tale ultimo proposito, si pu registrare che l'intero dibattito sulle fonti energetiche alternative ha invero condotto, attraverso l弾videnziazione di tali vari aspetti, al definitivo abbandono della (ormai declinante) visione panurbanistica nella gestione del territorio e alla contestazione del concetto unitario di ambiente, considerato che proprio nelle decisioni sulla collocazione degli impianti destinati alla produzione di elettricit da fonti rinnovabili (e, in specie, da quella eolica), sin dal livello pianificatorio anche su vasta scala, emerge usualmente la contrapposizione tra la tutela del paesaggio e la pi generale protezione dell誕mbiente coniugata ad uno sviluppo sostenibile.

La discrasia sopraevidenziata tra essenzialit della disciplina comunitaria e statale e complessit della materia ha comportato, a livello regionale, una regolamentazione degli impianti da fonti rinnovabili (compiutamente ricostruita nella sentenza del T.A.R. Puglia, Bari, prima Sezione, I aprile 2008 n. 709), che ha visto sommarsi, pi che integrarsi, una serie d段nterventi, di natura e rango diversi (legislativo, regolamentare, provvedimentale), accompagnati spesso da norme transitorie non sempre chiare nella loro ratio.

In particolare, la disciplina della denuncia d段nizio attivit, dopo l誕rticolo 27 della legge regionale 19 febbraio 2008 n. 1, ha trovato un pi equilibrato assetto solo con la circolare dell但ssessorato Sviluppo economico- Settore Industria energetica- I agosto 2008 prot. 38/8763 e con la legge regionale 21 ottobre 2008, n. 31 (che diverge comunque dalla normativa statale, la quale consente la denunciabilit per gli impianti fino a 60 kW, in forza dell'articolo 2, commi 158 e 161, della legge 24 dicembre 2007, n. 244).

Da tale prospettiva emerge con chiarezza l段nfondatezza delle contestazioni attoree sull弾straneit e l誕rbitrariet delle richieste istruttorie avanzate dal Comune. Invero, la denuncia d段nizio attivit per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonte eolica rappresenta, come quella edilizia, un regime sostitutivo della normale procedura autorizzatoria.

Di riflesso, le attestazioni che devono accompagnare la dichiarazione consentita dall誕rticolo 27 della legge regionale 19 febbraio 2008 n. 1 non possono che ricalcare in linea di massima la documentazione da produrre con l段stanza per l弛ttenimento appunto dell誕utorizzazione, di cui ai commi terzo e quarto dell誕rticolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387.

Ci conduce alla conclusione che, nell誕ssenza della documentazione, se pertinente ed essenziale, la dichiarazione d段nizio attivit non pu reputarsi formalmente presentata e che quindi dalla data del suo deposito non pu iniziare a decorrere il termine dilatorio di 30 giorni.

Nell段potesi in esame, i documenti elencati nelle contestate note comunali 29 settembre 2008 prot. 20.427 e 7 ottobre 2008 prot. 21.178 sono pertinenti, trattandosi di permessi e autorizzazioni che devono essere posseduti dal soggetto sia per il completamento della pratica edilizia, anche in relazione alle peculiarit della costruzione, sia per l弾ffettivo avvio dell誕ttivit di produzione elettrica (parere preventivo dell但eronautica militare, dell但.S.L., dell'A.R.P.A., il nulla osta del Comune vicino, dichiarazione d'inesistenza di vincoli ambientali, relazione ambientale e paesaggistica, relazione d段mpatto elettromagnetico, attestazione dell'assegnazione del punto di connessione alla rete elettrica, nulla-osta per le linee elettriche e i cavidotti...).

In particolare, dalla nota di richiesta della copia della D.I.A. del 29-30 settembre 2009, risulta che la domanda di accesso alle infrastrutture di reti stata avanzata solo in data 27-31 luglio 2008 e che l誕ssenso dell脱NEL reca la data del 18 agosto 2008 (con pagamento del corrispettivo il giorno 8 settembre 2008); inoltre dell段stanza, datata 6 settembre 2008 e prodotta il 17 settembre 2008, per la realizzazione di condutture elettriche non si conosce l弾sito. Per gli altri documenti menzionati dal Settore Progettualit tecnica il ricorrente non ha fornito informazioni specifiche.

Di conseguenza, non pu negarsi l誕pplicabilit della legge n. 31/2008 alla fattispecie in esame (contestata invece dal ricorrente). Per le lacune nelle allegazioni della parte, non si pu infatti ritenere "validamente trascorso il termine di 30 giorni dalla formale presentazione di dichiarazione di inizio attivit, depositata a norma del D.P.R. n. 308/01, artt. 22 e 23".

Radicalmente invero l段stante non ha mai prodotto la 鼎opia titolo propriet e/o altro titolo equipollente, ripetutamente domandato dal Comune, documentazione, che peraltro non si rinviene nel complesso degli atti contenuti nel fascicolo processuale e neppure in questi citata.

Al proposito, questa Sezione (sentenza 22 luglio 2009 n. 1939), riferendo alla denuncia d段nizio attivit d段nstallazione e di produzione di elettricit da fonte eolica gli stessi principi elaborati in tema di denuncia edilizia, ha precisato:

的nvero, la denuncia di inizio attivit dev弾ssere prodotta, ai sensi dell誕rticolo 23, primo comma, del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 dal soggetto legittimato, ovvero da 的l proprietario dell'immobile o chi abbia titolo proprietario dell'immobile o chi abbia titolo per presentare la denuncia di inizio attivit熹. La formulazione richiama quella dell'articolo 11 del D.P.R. (secondo il quale 妬l permesso di costruire rilasciato al proprietario dell'immobile o a chi abbia titolo per richiederlo") a sua volta ispirata dall'art. 4 della legge 28 gennaio 1977 n. 10.

In altre parole, per edificare necessario che il soggetto istante sia o il titolare del diritto di propriet sul fondo o chi, pur essendo titolare di altro diritto, reale o di obbligazione, abbia, per effetto di questo, obbligo o facolt di eseguire i lavori per cui chiede il permesso; quindi anche il locatario se il contratto di locazione reca l'esplicita o implicita, ma inequivocabile, autorizzazione all'esecuzione di dati interventi di trasformazione edilizia del bene in funzione dell'uso per il quale lo stesso stato concesso ad altri (Cass. civ., III sez., 15 marzo 2007 n. 6005; Cons. Stato, Sez. V, 28 maggio 2001 n. 2882; 4 febbraio 2004 n. 368; T.A.R. Veneto, Sez. II, 23 luglio 2001 n. 2211; T.A.R. Emilia Romagna, Parma, Sez. I, 1 luglio 2008 n. 338).

D誕ltra parte, certamente spetta al Comune la verifica del possesso del titolo, la cui mancanza impedisce all'amministrazione di procedere oltre nell'esame del progetto (Cons. Stato, Sez. IV, 22 giugno 2000 n. 3525; Sez. V, 12 maggio 2003, n. 2506; Sez. IV, 8 giugno 2007 n. 3027; T.A.R. Emilia Romagna, Parma, 21 febbraio 2007 n. 53; T.A.R. Campania, Napoli, sez. VII, 12 dicembre 2007 n. 16213; T.A.R. Basilicata, 19 gennaio 2008 n. 15.

L誕zione demolitoria pertanto va respinta.

Di conseguenza, non riscontrabile nella fattispecie alcun danno ingiusto, ragion per cui anche la domanda risarcitoria dev弾ssere respinta.

Non occorre statuire sulle spese di giudizio, non essendosi costituita l但mministrazione intimata.


P.Q.M.


il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sede di Bari, Sezione I, respinge il ricorso in epigrafe.
Nulla per le spese.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorit amministrativa.
Cos deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 4 giugno 2009 e del giorno 11 settembre 2009 con l'intervento dei Magistrati:

Corrado Allegretta, Presidente
Doris Durante, Consigliere
Giuseppina Adamo, Consigliere, Estensore


L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 02/10/2009
(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
IL SEGRETARIO



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