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Petàgnia Saniculifolia

 

D.A. del  26/07/2000

 

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DI: FULVIO CONTI GUGLIA

 

                                                                                                    

Sommario degli argomenti :

 

Introduzione    Descrizione botanica    Habitat    La specie    Caratteristiche    Temperature    Etimologia   

Origine    Aggruppamento    Riserva Calagni   Tabella dei vincoli attuali    Bibliografia 

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE 

 

Si premette incidentalmente che lo studio si è accentrato fondamentalmente (e maggiormente si riferisce) sulla più importante stazione di Petàgnia saniculaefolia Guss  endemismo siciliano, la quale è indubbiamente quella ubicata appena al di sopra del centro urbano di Tortorici (nota 1)e precisamente all’interno dell’area della costituenda Riserva del Vallone Calagni (e non Calagne così come indicato erroneamente in diversi studi e in alcune cartine topografiche). Ma desidero anche sottolineare che vi sono altre località, a nord-est dei Nebrodi, in cui sono state individuate delle piccolissime stazioni di Petàgnia saniculaefolia Guss. (nota 2).La Petàgnia saniculaefolia Guss. per la sua inestimabile rarità, è tutelata dalla Convenzione di Berna (nota 3) ed è inclusa nella lista rossa delle piante in pericolo di estinzione. Tale pericolo deriva anche dalle difficoltà di riprodurla: diversi tentativi di coltivazione effettuati dagli Orti Botanici delle Università di Catania e Messina sono falliti, non essendo possibile ricreare artificialmente le peculiari caratteristiche del Vallone Calagni o delle zone similari, alle quali è legata la sopravvivenza della pianta.

 

Recentemente la pianta è approdata all’attenzione dell’Unione Europea; il D.P.R. dell’8 settembre 1997 n. 357 recepisce in un regolamento la Direttiva CEE 92/43, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatica. La normativa è diretta ad assicurare la conservazione in uno stato soddisfacente degli habitat naturali d’interesse comunitario. Tale normativa prende esplicitamente in considerazione la Petàgnia saniculaefolia Guss. e il suo sito (nota 4).

 

 

 

 

DESCRIZIONE BOTANICA   (nota 5)

 

PIANTA: perenne, con rizoma carnoso. 

FUSTO: eretto, alto 15-45 cm, striato, nudo o foglioso.

FOGLIE: basali lungamente picciolate, lobate a contorno pentagonale; le cauline subsessili, profondamente palmato-partite, a lacinie cuneato-obovate e margine inciso-dentato.

INFIORESCENZA: a cima bipara (non ad ombrella), con 1-3 ramificazioni 2-3 volte dicotome; involucro fogliaceo. Rami terminali dell’infiorescenza con involucretto a brattee lanceolate, intere.

FIORI: 3 o più, di cui il mediano sessile, femminile o ermafrodito, gli altri maschili in numero di 3-4, saldati inferiormente per 1/2 - 2/3 all'ovario del fiore centrale.

CALICE: di 5 sepali laciniati, acuti.

COROLLA: con petali bianchi, ad apice inflesso, nulli nel fiore ermafrodite.

OVARIO UNILOCULARE: Stili 2.

ACHENIO UNILOCULARE: a coste prominenti nella parte superiore, subgloboso, ca. 2-5 mm.

 

FAMIGLIA: Umbelliferae; (=Apiacee)

GENERE: Petàgnia

SPECIE: P. Saniculaefolia Guss. (1827) 

 

 

 

 

HABITAT   

 

Pianta rarissima, endemica dei Monti Nebrodi, dove si localizza in stazioni boschive fresche, presso sorgenti e ruscelli, tra 400 e 800 m di quota. Vegeta lussureggiante in costante contatto, anche indiretto, con l’acqua, nel sottobosco dominato da querce (Quercus pubescens) e noccioli (Corylus avellana). La specie presenta i rizomi immersi nell'acqua e fissati a un substrato melmoso su cui si impiantano spessi feltri di Muschi, fra cui dominano diverse specie autoctone.

 

Indicativo è il fatto che la Petàgnia saniculaefolia risulta assente nei vicini tratti pianeggianti con ristagno d'acqua, la pianta abbisogna, per la sua permanenza in vita, sempre acque correnti relativamente fredde, pulite, limpide e con particolari caratteristiche.

 

La principale stazione si trova a sud-ovest del paese di Tortorici presso le rive del Torrente Calagni . Il T. Calagni corre in diversi incavi torrentizi (T. Sceti, T. Natoli) che solcano venando i ricchi fianchi del Pizzo di Sceti (m 970), Portella Calcatizzo (m 892) e Pizzo di Ucina (m 1282).

 

 

 

 

LA SPECIE   

 

Il genere Petagnia è l’unico genere monospecifico presente in Sicilia .

 

 

 

 

CARATTERISTICHE             

 

Dal punto di vista anatomico la Petàgnia saniculaefolia manca di accrescimento secondario nel rizoma, nello scapo e nel picciolo fogliare, e presenta una tipica struttura eustelica, con 6-8 fasci.

Praticamente assenti sono i tessuti meccanici, per cui la rigidità della pianta è dovuta quasi esclusivamente al turgore cellulare; fatto questo che trova conferma nel rapido appassimento della pianta una volta staccata dal substrato e allontanata dal suo ambiente naturale.

Le sezione trasversali della foglia, tipicamente dorsoventrale, rivelano un'epidermide monostratificata e priva di cuticola, carattere questo frequente nelle piante igrofile (nota 6).

Nel periodo invernale la pianta si nota pochissimo essendo presenti solo le foglie, che si dipartono pedicellate direttamente dalla radice rizomatosa, quasi livellate sul terreno, mimetizzandosi e comprimendosi con esso. Nel periodo primaverile dal rizoma si diparte uno stelo, con foglie peduncolate, anche a volte ramificato, sulle cui cime si forma l'infiorescenza con delicati e graziosi fiorellini bianchi; ed è proprio nel periodo primaverile - maggio e giugno - (nota 7) che la pianta, pur non spiccando maggiormente rispetto alle altre, diviene più vistosa e più facilmente individuabile.Dal punto di vista filogenetico la Petàgnia saniculaefolia costituisce un taxon molto isolato che ha qualche affinità solo con alcune specie del genere Sanicula L. dell'Asia centro-orientale e del Nord America, appartenenti alla sez. Pseudopetagnia ed Eusanicula (nota 8).Uno studio comparativo è possibile con Sanicula europaea L. (nota 9), specie affine, quasi onnipresente nelle stazioni dove vegeta la P. saniculaefolia, addirittura in alcuni casi, così prosperosa e rigogliosa da apparire pressoché infestante.Le due specie morfologicamente sono molto simili sia per il rizoma che per le foglie e gli scapi, per tale ragione spesso alla Petàgnia saniculaefolia Guss. volgarmente viene attribuito il nome di "Falsasanicola". Tuttavia la distinzione tra Sanicula europea e P. saniculaefolia è netta sia per la struttura anatomica sia per l’infiorescenza e il frutto.Le due specie sono inoltre nettamente differenziate nelle esigenze ecologiche, limitate ad ambienti freschi e ricchi di acqua per la Petagnia, molto più ampie per la S. europaea.

 

 

 

TEMPERATURE  

 

(Misurazioni della temperatura dell'aria, del suolo e dell'acqua relative sia alle stazioni a Petàgnia saniculaefolia Guss. che al sottobosco circostante e alle vicine aree soleggiate effettuate nel torrente Calagni a Tortorici - 680 m s.l.m.-). 

 

 

TABELLA RILEVAMENTI VALORI DEL 7.6.74. (nota 10)

 

 

Temperatura (°C) Staz. Petagn.

Staz. Sottobosco

Staz. Soleggiata

 

Aria

23-24

25-26

29-30

Suolo

15-16

18-20

32-34

Acqua

6

-

-

 

 

 

 

ETIMOLOGIA      (nota 11)

 

Il Gussone (nota 12) primo a descrivere e denominare il genere monospecifico di ombrellifera endemico della Sicilia nordorientale, dedicò la pianta al botanico, medico ed entomologo napoletano Vincenzo Petagna latinizzando il nome in Petàgnia (nota 13).

 

Il termine specifico saniculaefolia fa riferimento alla forma delle foglie, simili a quelle della Sanicula europaea.

 

Una recente revisione di Rauschert ha preso in esame la corretta denominazione della specie, che, secondo le attuali norme del Codice di Nomenclatura Botanica, dovrebbe essere Petagnaea Gussonei (Sprengel) Rauschert.

 

Secondo la leggenda, altra sarebbe l’origine del nome "Saniculaefolia". Invero, sembra che il termine "sanicula", possa farsi derivare da un riferimento a San Nicola, in ragione di virtù medicamentose che le venivano riconosciute, pur senza validi supporti scientifici.

 

Alcuni, in modo probabilmente azzardato, mettono in relazione quanto asserito con l’edificazione della chiesa in Tortorici, in Piazza Principe di Napoli, dedicata a San Nicola.

 

Sicuramente più credibile e più attendibile è che la nomenclatura della pianta deriva dall’etimo latino "sanus", il quale significa sano, sanare, guarire. Identica cosa si può far valere per la Sanicula europea L., con la differenza che mentre di quest’ultima si conoscono gli effetti farmacologici, della Petàgnia saniculaefolia Guss. le proprietà curative sono del tutto sconosciute alla scienza.

 

 

 

ORIGINE   

 

La Petàgnia saniculaefolia Guss. può essere considerata una specie relitta dell’antica flora terziaria che, decine di milioni d’anni fa, popolava la zona, assieme a magnolie, allori, grandi felci, bossi, tassi, agrifogli di maestose proporzioni.

 

 

 

AGGRUPPAMENTO    A PETAGNIA SANICULAEFOLIA (nota 14)

 

CARATT. AGGRUPPAMENTO: Petagnia Saniculaefolia Guss. (V), Lysimachia nemorum L. (IV), (Specie rara dei Nebrodi) Heracleum sphondylium L. var. Cordatum Presl (IV), (Specie rara dei Nebrodi) Rhynchocorys elephas (L.) Griseb. (III) (Specie rara dei Nebrodi).

 

CARATT. MOLINIO-ARRHENATHERETEA: Oenanthe pimpinelloides L. (IV), Lolium perenne L. (III), Poa trivialis L.(III), Holcus lanatus L. (III), Ranunculus repens L.(II), Eupatorium cannabinum L. (II), Prunella vulgaris L. (II), Cynosurus cristatus L. (II), Holoschoenus australis (Murr.) Reichb. (II), Trifolium pratense L. (I), Orchis elata Poiret v elongata Maire (I), Juncus inflexus L. (I).

 

CARATT.QUERCO-FAGETEA: Geranium versicolor L. (V), Viola reichenbachiana Jordan ex Boreau (V), Carex remota L. (IV), Brevipodium sylvaticum (Hudson) A. & D. Love (III), Mycelis muralis (L.) Dum (III), Asperula levigata L. (III), Sanicula europaea L. (III), Fragaria vesca L. (III), Primula vulgaris Hudson (III), Allium triquetrum L. (III), Clinopodium vulgare L. (I), Geranium robertianum L. (I), Helleborus bocconei Ten. Ssp. Siculus (Schiffner) Merxm. Et Podl. (I), Aquilegia vulgaris L. (I), Geum urbanum L. (I), Circaea lutetiana L. (I).

 

ALTRE SPECIE: Musci (V), Apium nodiflorum (L.) Lag. (V), Chaerophyllum temulentum L. (IV), Cynosurus elegans Desf. (III), Galium spurium L. (III), Equisetum telmateia Ehrh. (III), Samulus valerandi L. (II), Adiantum capillus-veneris L. (II), Poa infirma Humb., Bonpl. Et Kunth (II), Myosotis arvensis (L:) Hill (II), Hypochaeris levigata Ces. Pass. Et Gib. (II), Listera ovata (L.) R. Br. (II), Carex glauca Murr. (II).

 

 

 

RISERVA CALAGNI : PROPOSTE DI MODIFICA E RICHIESTA D’ISTITUZIONE.      

 

Alla luce di quanto, nelle precedenti pagine, si è evidenziato sul raro endemismo siciliano, ci sembra più che logico richiedere, con consolidate motivazione ed estrema urgenza, l’istituzione della riserva naturale integrale del Torrente Calagni, con la modifica del confine, perseguendo l’intento di porre un maggiore controllo e un’efficace tutela sull’area in cui vive la pianta senza alcun aggravio sui proprietari dei terreni, e in rispetto ai vincoli già esistenti per il raggiungimento di altri scopi (L.431/85 e succ. mod.).

 

L’esigenza di una speciale salvaguardia nasce dal fatto del costante pericolo di estinzione cui è sottoposta quasi quotidianamente la pianta. Il rischio di perdere un esemplare unico e straordinario come la Petàgnia saniculaefolia Guss (Petagnaea Gussonei (Sprengel) Rauschert), non è solo una banale privazione per la comunità nebroidea, ma è danno irreparabile ed inestimabile nei confronti dell’intero pianeta.

 

Pertanto la sezione del W.W.F. ITALIA NEBRODI ORIENTALI dopo un accurato studio, illustra nelle pagine che seguono, gli attuali vincoli e propone la modifica della perimetrazione per l’istituzione definitiva della Riserva.

 

Sicuramente la nuova perimetrazione è più attenta alla salvaguardia della Petàgnia saniculaefolia Guss. e del Torrente Calagni, basandosi essenzialmente sulla tutela della Riserva sulle orme delle disposizioni della Legge n. 431/85 e succ. mod., e in pratica attraverso la salvaguardia delle sponde per 150 m complessivi, di cui 100 m di zona "A" più una fascia di controllo, la zona "B", per un’estensione di altri 50 m .

 

“Un doveroso ringraziamento va ai docenti dell’Università di Catania Facoltà di Botanica per la loro totale disponibilità, mentre una particolare gratitudine va alla professoressa A. Guglielmo per la preziosissima e paziente collaborazione.”

 

Fulvio Conti Guglia

 Luglio 1998, Tortorici.

 

 

 

TABELLA VINCOLI ATTUALI DELLA COSTITUENDA     

 

RISERVA NATURALE INTEGRALE CALAGNI

DENOMINAZIONE: Riserva naturale VALLONE CALAGNI

PROVINCIA: Messina.

COMUNE: Tortorici.

RIFERIMENTO CARTOGRAFICO: I.G.M.I. scala 1:25.000 F. 252 II S.O.

QUOTA: M 600-700.

DESCRIZIONE: Corso d’acqua che scende dalla sorgente Padirà poco prima della confluenza con il corso principale del Torrente Calagni; a circa m 640 di quota si trova Petàgnia saniculaefolia Guss., specie relitta dall’antica flora terziaria, raro monospecifico endemico.

PERICOLI: La sorgente ed i corsi d’acqua attraversano una zona modestamente coltivata; ma basterebbe una canalizzazione per fini irrigui o captazione per acquedotto o potenziamento dell’attuale per distruggere irreparabilmente l’habitat della Petàgnia saniculaefolia. Altri problemi per la conservazione della specie sono rappresentati dal possibile taglio degli alberi presso cui cresce, dallo scarico di rifiuti, nonché dalla utilizzazione di prodotti chimici (antiparassitari, diserbanti, pesticidi ecc.);

PRESENZE ARCHITETTONICHE: Piccolo e caratteristico borgo rurale di Padirà (che attualmente si trova in forte stato di abbandono); Ruderi di un vecchio mulino ad acqua.

CATEGORIA DI CLASSIFICAZIONE: Riserva Naturale Integrale.

ESTENSIONE DELL'AREA DI RISERVA: Ha 24,906.

ESTENSIONE DELL'AREA DI PRERISERVA: Ha 10,813.

TOTALE DELL’AREA PROTETTA: Ha 35,719.

REGIME GIURIDICO DI PROTEZIONE DELLA COSTITUENDA RISERVA: L.R.S. 98\81 ex art.7.

ATTUALE REGIME GIURIDICO DI PROTEZIONE: Convenzione di Berna; Legge regione Sicilia 98/81 e succ. mod.; Direttiva CEE 92/43; Decreto Presidente della Repubblica n. 357/1997.

CONTROLLI E TUTELA PROVVISORIA: (Solo sulla carta) Corpo Forestale.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA    

 

Barbagallo C., Brullo S., Furnari F., 1979 - Su alcuni aspetti di vegetazione igrofila di Serra del Re (Monti dei Nebrodi). Pubbl. Ist. Bot. Univ. Catania: 1-7.

Brullo S., Grillo M., Guglielmo A., 1976 - Osservazioni ecologiche preliminari su Petagnia saniculifolia Guss., raro endemismo siculo. Giorn. Bot. Ital., 110: 293-296.

Conti F., Manzi A. Pedrotti F., 1992 - Libro rosso delle piante d’Italia, 364 - Edizione W.W.F. (Ass. Italiana per il World Wildlife Fund) in collaborazione con la Società Botanica Italiana.

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Di Paola D., 1994 - Petagnia Saniculaefolia Guss 25 - 51 - In, Fiori spontanei di Sicilia, Edito da: W.W.F. sez. di Milazzo e Società italiana Amici dei Fiori Firenze. Curato da G. Falliti e L.Bresolin.

Fiori A. 1925-29 - Nuova flora analitica d’Italia. Firenze.

Gruppo Lavoro Conservazione Natura S.B.I., 1971 - Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia, vol. 1 Tip. Savini - Mercuri, Camerino. Scheda 19-10- Vallone Calagna sopra Tortorici.

Gussone J. 1827 - Florae Siculae Prodromus, 1: 311. Napoli

1843 - Florae Siculae Synopsis, 1: 306-307. Napoli.

Lojacono -Pojero M., 1891 - Flora Sicula, 1 (2): 257-258. Palermo.

Mancuso B., 1955 - Alcuni aspetti della flora messinese. Atti Soc. Peloritana

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Muscatello G., 1911 - Gli endemismi italiani in relazione alla natura geologica del suolo da essi attualmente occupato. Catania.

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Pratesi F. Tassi F.,1974 - Guida alla Natura della Sicilia. A.Mondadori.

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Tuxen R. 1937 - Die Pflanzengesellschaften Nordwestdeutschlands. Mitt. Florist.-Soziol. Arbeitsgem., 3. Hannover.

Wolff H., 1913 - Umbelliferae - Saniculoideae In: Pflanzenreich, 61 (IV.228).

 

Tortorici, 1998.

 

 

 

  (1) Il riferimento è alla costituenda "Riserva naturale integrale del Vallone Calagni" le cui particolari condizioni climatiche hanno permesso lo sviluppo di una tra le più rare piante d’Europa. La strada da percorrere è quella che da Messina conduce a Palermo lungo il litorale all’altezza di Caprileone vi è una deviazione a sinistra che porta al paese di Tortorici.

  (2) Galati Mamertino, S. Salvatore di Fitalia, Cannata tra Floresta e Maniace, Bosco Flascio Contrada Acquasanta. (La vegetazione, l’altezza, la quantità ecc. di Petàgnia saniculaefolia Guss. in queste stazioni, la dove non si è estinta, è quasi marginale rispetto a quella del Vallone Calagni, zona dove ancora si conserva abbastanza bene grazie ai vincoli della riserva).

  (3) *L. 5/08/1981, n. 503. Ratifica ed esecuzione della convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, con allegati, adottata a Berna il 19 settembre 1979. (Suppl. ord. alla G.U. n. 250 dell’11/09/1981).

  (4) Decreto Presidente della Repubblica dell’8.09.97, n°.357, pag.28, Pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale, n.248 del 23/10/1997 – Serie generale, parte prima n.219/L.

  (5) Gussone J. 1827 (Florae Siculae Podromus, Napoli. - Florae Siculae Synopsis, 1843 Napoli). Fiori A. 1925-29 Nuova flora analitica d’Italia. Firenze, vol. II, pag.28 

  (6) Brullo, Grillo, Guglielmo – Osservazione ecologiche preliminari su Petàgnia saniculaefolia Guss., raro endemismo siculo Giornale Botanico Italiano Vol. 110, n. 4-5 pag. 293-296 1976.

  (7) Sono state osservate isolate e sporadiche fioriture della Petàgnia saniculaefolia Guss. in altri mesi e stagioni.

(8) Da Wolff 1913 - Umbelliferae - Saniculoideae In: Pflanzenreich, 61 (IV.228).

 ( 9) Sanicula europea L. (L. = Linné, von Carl, 1707-1778). Riconosciuta volgarmente anche con il nome di "Erba fragolina", forse a causa della rassomiglianza delle foglie con quelle delle fragole, o "Cincufoghiu" (Sicilia).  

  (10) Brullo, Grillo, Guglielmo – Osservazione ecologiche preliminari su Petàgnia saniculaefolia Guss., raro endemismo siculo Giornale Botanico Italiano Vol. 110, n. 4-5 pag. 293-296 1976.

 (11) Per dare il nome scientifico ad ogni "nuova" pianta, in ottemperanza ad accordi internazionali, viene adottata la lingua latina. Al nome in latino segue, immediatamente, in forma abbreviata il nome dello studioso che l’ha scoperta o per primo descritta.

(12) Gussone Giovanni, botanico nato a Villamaina (Avellino) l’8.02.1787, m. il 14.01.1866. Scrisse numerose e pregevoli opere di botanica. Diresse gli Orti botanici di Palermo, Caserta e Napoli. Diverse piante portano il suo nome.

(13) Petagna Vincenzo, botanico, medico entomologo, nato a Napoli il 17.01.1730, m. il 6.10.1810. Diresse l’Orto botanico di Monte Oliveto. Insegnò botanica a Napoli, molto stimato dai coevi 

 (14) L’elenco è riportato da: Brullo S., Grillo M., e Guglielmo A. – Osservazione ecologiche preliminari su Petàgnia saniculaefolia Guss., raro endemismo siculo. Giornale Botanico Italiano Vol. 110, n. 4-5 pag. 293-296 1976. Istituto di Botanica Università di Catania, (in collaborazione con il Prof. C. Cortini Pedrotti per la determinazione dei muschi)