Regolamento di attuazione dell'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro", relativamente all'individuazione delle particolari esigenze connesse all'espletamento delle attivita' del Dipartimento della protezione civile, nel conseguimento delle finalita' proprie dei servizi di protezione civile. (GU n. 32 del 8-2-2012)

argomento: 

Categoria: 

Provvedimento: 
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
Numero: 
231

Tipo: 

Organo emanante: 
Presidente del Consiglio dei Ministri
Data: 
28/11/2011
Pubblicato su: 
Gazzetta Ufficiale
Numero pubblicazione: 
32
Data pubblicazione: 
08/02/2012

 

 Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 novembre 2011, n. 231

Regolamento di attuazione dell'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro", relativamente all'individuazione delle particolari esigenze connesse all'espletamento delle attivita' del Dipartimento della protezione civile, nel conseguimento delle finalita' proprie dei servizi di protezione civile.

(GU n. 32 del 8-2-2012)

 

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  Visto  il  decreto  legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,  recante l'«Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007  n.  123,  in materia di tutela della  salute  e  della  sicurezza  nei  luoghi  di lavoro,  come  modificato  dall'articolo  3,  comma  1,  del  decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, ed, in particolare, l'articolo  3, comma 2 e l'articolo 305»;
Vista la legge 23 agosto  1988,  n.  400,  recante  la  «Disciplina dell'attivita'  di  Governo  e  ordinamento  della   Presidenza   del Consiglio dei Ministri» ed in particolare l'articolo 17, commi 3 e 4;
Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225, recante l'«Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile»;
Visto il decreto legislativo 31 marzo  1998,  n.  112,  recante  il «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello  Stato  alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge  15 marzo 1997, n. 59» ed in particolare gli articoli 107 e 108;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999,  n.  300,  recante  la «Riforma dell'organizzazione di Governo,  a  norma  dell'articolo  11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  303,  recante «Ordinamento della Presidenza del Consiglio  dei  Ministri,  a  norma dell'articolo 11 della legge 15  marzo  1997,  n.  59»  e  successive modifiche e integrazioni;
Vista la legge 21 novembre 2000, n. 353, recante  «Legge-quadro  in materia di incendi boschivi»;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante  «Norme generali  sull'ordinamento   del   lavoro   alle   dipendenze   delle Amministrazioni pubbliche»;
Visto  il  decreto-legge  7  settembre  2001,   n.   343,   recante «Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture  preposte  alle  attivita'  di  protezione  civile  e   per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa  civile», convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre  2001,  n.  401 ed, in particolare, l'articolo 5, comma 1  ove  e'  previsto  che  il Presidente del Consiglio  dei  Ministri,  per  lo  svolgimento  delle finalita' del Servizio nazionale della protezione  civile,  quali  la tutela dell'integrita' della vita, dei  beni,  degli  insediamenti  e dell'ambiente  dai  danni  o  dal  pericolo  di  danni  derivanti  da calamita' naturali, da catastrofi e da  altri  eventi  calamitosi  si avvalga del Dipartimento della Protezione Civile;
Visto il decreto-legge 31  giugno  2005,  n.  90,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 152, ed in  particolare l'articolo 4, comma 2 laddove determina che le  disposizioni  di  cui all'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, ed  all'articolo 5-bis,  comma  5,  del  decreto-legge  7  settembre  2001,  n.   343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001,  n.  401, si applichino anche agli interventi all'estero del Dipartimento della protezione civile;
Visto il decreto  legislativo  30  giugno  2003,  n.  196,  recante «Codice in materia di protezione dei dati personali»;
Visto il decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207,  recante  «Proroga di  termini  previsti  da  disposizioni  legislative  e  disposizioni finanziarie urgenti», convertito, con modificazioni, dalla  legge  27 febbraio 2009, n. 14;
Visto l'articolo  1,  terzo  comma,  numero  22,  del  decreto  del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124,  recante  «Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro  gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali»;
Tenuto  conto  delle  attivita'  di  protezione   civile   di   cui all'articolo 3 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, per gli  aspetti di competenza del Dipartimento della Protezione Civile;
Tenuto conto della necessita' di garantire la continuita'  di  tali attivita',  in  particolare  in  occasione  degli   eventi   di   cui all'articolo 2 della legge 24 febbraio 1992, n.  225  e  all'articolo 5-bis,  comma  5,  del  decreto-legge  7  settembre  2001,  n.   343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001,  n.  401, anche a fronte del manifestarsi di scenari operativi e di circostanze non prevedibili e recanti conseguenze non valutabili preventivamente;
Considerato, altresi', che per svolgere le suddette  attivita',  in particolare in occasione degli eventi sopra richiamati, il  personale del  Dipartimento  della  Protezione  Civile  necessita  di  adeguata preparazione tecnica professionale, formazione,  addestramento  e  di visite periodiche di sorveglianza sanitaria;
Sentite   le   Organizzazioni   Sindacali   comparativamente   piu' rappresentative sul piano nazionale;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti  tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, reso nella seduta del 18 maggio 2011;
Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione consultiva per gli atti  normativi  nell'adunanza  dell'  8  novembre 2011;
Di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali  e il Ministro della salute;

   Adotta

  il seguente regolamento:


   Art. 1
   Definizioni

  1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
  a) «datore di lavoro»: il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non  avente  qualifica  dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un  ufficio  avente autonomia  gestionale,  individuato  dall'organo  di  vertice   delle singole amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione  e  dell'ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l'attivita', e  dotato di autonomi  poteri  decisionali  e  di  spesa.  In  caso  di  omessa individuazione, o di individuazione non  conforme  ai  criteri  sopra indicati, il datore  di  lavoro  coincide  con  l'organo  di  vertice medesimo. Nel caso di specie il datore di lavoro e' individuato nella figura del Capo del Dipartimento ai sensi del decreto del  Presidente del Consiglio dei Ministri 23 luglio 2003;
  b) «personale del Dipartimento della Protezione Civile»:
le unita' inquadrate nel ruolo speciale della protezione civile di cui all'articolo 9-ter del decreto legislativo 30 luglio 1999,  n. 303 e successive modificazioni ed integrazioni;
il personale  di  ruolo  della  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri, di cui all'articolo 9-bis del decreto  legislativo  n.  303 del 1999 e successive  modificazioni  ed  integrazioni,  in  servizio presso il Dipartimento della protezione civile;
il personale in posizione di distacco, comando o di fuori ruolo in servizio presso il Dipartimento medesimo;
il personale in possesso di contratto a tempo determinato o  di collaborazione coordinata e continuativa;
  c) «formazione»: processo educativo mediante il quale  trasferire ai lavoratori conoscenze  e  procedure  utili  alla  acquisizione  di competenze per lo svolgimento in  sicurezza  dei  rispettivi  compiti all'interno del Dipartimento e alla identificazione,  alla  riduzione ed alla gestione dei rischi;
  d)  «attivita'  divulgativa  e   informativa»   complesso   delle attivita' dirette a fornire conoscenze  utili  alla  identificazione, alla riduzione ed alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro;
  e)  «sorveglianza   sanitaria»   insieme   degli   atti   medici, finalizzati alla  tutela  dello  stato  di  salute  e  sicurezza  dei lavoratori, in  relazione  all'ambiente  di  lavoro,  ai  fattori  di rischio professionali ed alle modalita' di svolgimento dell'attivita' lavorativa.


  Art. 2
  Campo di applicazione

  1. Il presente regolamento  si  applica  al  personale  cosi'  come definito all'articolo 1, comma 1, lett. b), nei casi in cui lo stesso personale sia impegnato in attivita' di protezione  civile  ai  sensi dell'articolo 3 della legge 24 febbraio 1992,  n.  225  e  successive modificazioni ed integrazioni, prestate fuori dall'ordinaria sede  di servizio  e  poste  in  essere  per  fronteggiare   eventi   di   cui all'articolo 2 della medesima legge ovvero di cui all'articolo 5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito,  con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401.


  Art. 3
  Particolari esigenze

  1. Le peculiarita' che caratterizzano le  attivita'  del  personale del  Dipartimento  della  Protezione  Civile  impegnato,   ai   sensi dell'articolo 3 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, in  particolare negli eventi di cui all'articolo 2  della  legge  n.225  del  1992  e all'articolo 5-bis, comma 5 del decreto-legge 7  settembre  2001,  n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre  2001,  n. 401,  sono  individuate  principalmente,  nei  seguenti  elementi  ed aspetti:
  tempestivita' dell'intervento al fine  di  tutelare  l'integrita' della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente  dai  danni  o  dal pericolo di danni;
  possibilita' di intervento in contesti di rischio  prevedibili  e dalle conseguenze preventivamente valutabili;
  possibilita' di intervento immediato anche in contesti di rischio non prevedibili e dalle conseguenze non preventivamente valutabili;
  flessibilita' di impiego in ragione alle esigenze di immediatezza e all'utilizzo delle risorse disponibili, a fronte di  una  possibile contestuale esiguita'  dei  tempi  disponibili  per  l'adeguamento  e l'ottimizzazione  delle  risorse   necessarie   a   fronteggiare   la situazione in atto;
  esigenza di operare con la  necessaria  flessibilita'  in  ordine alle procedure ed agli adempimenti riguardanti le scelte  da  operare in materia di prevenzione e protezione, pur osservando  ed  adottando sostanziali e  concreti  criteri  operativi  in  grado  di  garantire l'adozione di appropriate misure di autotutela.


  Art. 4
Misure generali di tutela
  1. Nei luoghi in cui il personale del Dipartimento della protezione civile svolge la  propria  attivita'  di  istituto,  le  norme  e  le prescrizioni in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro,  contenute nel  decreto  legislativo  9  aprile  2008   n.   81   e   successive modificazioni ed integrazioni,  sono  applicate,  ferma  restando  la necessita' di garantire la protezione e  la  tutela  della  salute  e della sicurezza del  personale  stesso,  in  modo  da  assicurare  la continuita' delle attivita' di protezione civile di cui  all'articolo 3 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, in particolare  in  occasione degli  eventi  di  cui  all'articolo  2  della   medesima   legge   e all'articolo 5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre  2001,  n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre  2001,  n. 401.
2. Fatte salve le misure generali di tutela di cui all'articolo  15 del  decreto  legislativo  9  aprile  2008,  n.   81   e   successive modificazioni ed integrazioni  in  relazione  all'espletamento  delle funzioni di cui all'articolo 3 della legge 24 febbraio 1992, n.  225, le finalita' di protezione e tutela della salute  e  della  sicurezza del personale sono perseguite attraverso:
  a) corsi di formazione  impartiti  da  docenti  in  possesso  dei requisiti previsti dalla normativa  vigente,  appartenenti  ad  enti, amministrazioni, istituti di  formazione  competenti  in  materia  di sicurezza,  scenari  di  rischio  e  comportamenti  di  autotutela  e autoprotezione, affinche' sia assicurata la capacita' di  iniziativa, consapevole della natura  e  quantita'  dei  pericoli  connessi  alla specificita' dell'attivita' svolta;
  b)  attivita'  divulgativa  e  informativa   sulle   disposizioni interne, inerenti agli argomenti di cui alla precedente lettera a);
  c) attivita' addestrative periodiche;
  d) sorveglianza sanitaria ai sensi dell'articolo 6  del  presente regolamento;
  e) utilizzo dei dispositivi di cui all'articolo 7.
3.  La  formazione,  l'informazione  e  l'addestramento   ricevuti, l'ottemperanza alle disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria nonche' l'utilizzo dei  dispositivi  di  protezione  individuale,  ai sensi del comma 2 e nei modi contemplati negli articoli  5,  6  e  7, assicurano  la  piena   capacita'   operativa   del   personale   del Dipartimento della protezione civile.


  Art. 5
Formazione, informazione ed addestramento

  1.  Al  datore  di  lavoro   incombe   l'obbligo   di   formazione, informazione ed addestramento sul corretto utilizzo  dei  dispositivi di  protezione  individuale,  nonche'   il   controllo   della   loro conformita'. Incombe  inoltre  al  datore  di  lavoro  l'accertamento dell'idoneita' del personale abilitato  all'uso  ed  alla  conduzione degli automezzi di servizio del Dipartimento della protezione civile.
2.  In  sede  di  prima  applicazione,  entro   90   giorni   dalla predisposizione delle procedure di cui all'articolo 8,  comma  2  del presente regolamento, con decreto del  Capo  del  Dipartimento  della protezione civile viene definito un piano di formazione, informazione ed addestramento del personale sul corretto utilizzo dei  dispositivi di protezione individuale.


  Art. 6
Sorveglianza sanitaria

  1. Ai fini dell'applicazione del presente regolamento, le  funzioni di Medico competente sono svolte  dal  Medico  competente  presso  la Presidenza del Consiglio dei  Ministri,  in  possesso  dei  titoli  e requisiti di cui all'articolo 38 del  decreto  legislativo  9  aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Entro 90 giorni dalla pubblicazione del presente regolamento, il Medico competente presso la Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri programma ed effettua la sorveglianza sanitaria per il personale  del Dipartimento della protezione civile, impegnato  nelle  attivita'  di cui all'articolo 2 del presente regolamento.
3.  Quando   per   lo   svolgimento   di   specifici   accertamenti medico-clinici, strumentali e di laboratorio  relativi  all'attivita' di sorveglianza sanitaria sia richiesta una specializzazione  di  cui il personale indicato all'articolo 1, comma 1, lettera b), non sia in possesso, gli accertamenti stessi sono svolti, mediante  convenzione, da  medici  aventi  la  specializzazione  richiesta  o  da  strutture sanitarie qualificate.
4. Nei casi emergenziali,  la  comunicazione  degli  infortuni  sul lavoro  viene  inoltrata  all'Autorita'  competente  ai  sensi  della normativa vigente.


  Art. 7
  Vestiario,  strumenti  e  attrezzature  di  lavoro,  dispositivi   di protezione individuali

  1. I dispositivi di protezione individuali, sono forniti dal datore di lavoro ed utilizzati  in  ragione  della  specifica  tipologia  di rischio, ai sensi dell'articolo 18, comma 1,  lett.  d)  del  decreto legislativo 9  aprile  2008  n.  81  e  successive  modificazioni  ed integrazioni, e l'acquisizione dei medesimi puo' avvenire anche sulla base di speciali capitolati d'opera. Il Dipartimento della protezione civile si puo'  avvalere  della  specifica  competenza  degli  organi tecnici di controllo, aventi  compiti  in  materia  di  tutela  della sicurezza e  salute  nei  luoghi  di  lavoro,  per  le  attivita'  di accertamento e controllo tecnico dei dispositivi in questione.
2. Al personale del Dipartimento della protezione civile  e'  fatto obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione individuali forniti dal datore di lavoro in ragione della specifica tipologia di rischio. In caso di eventi di cui all'articolo 2 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 e all'articolo 5-bis, comma 5 del  decreto-legge  7  settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge  9  novembre 2001, n. 401, caratterizzati dal manifestarsi di scenari  di  rischio non prevedibili e dalle conseguenze non preventivamente valutabili e, quindi, in ragione di cio' non oggetto di  specifiche  iniziative  ai sensi dell'articolo 4, comma 2 e ai fini del  comma  3  del  medesimo articolo 4 del presente regolamento, si continuano a ritenere  idonei i dispositivi di protezione individuali forniti dal datore di  lavoro e gia' in uso in ragione della specifica tipologia di rischio.


  Art. 8
 Valutazione dei rischi

  1. Il datore di lavoro effettua la valutazione dei  rischi  di  cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), del d.lgs. n.  81  del  2008  e successive modificazioni ed integrazioni.
2.  Nei  casi  di  cui  all'articolo  2,  comma  1   del   presente regolamento, il datore di lavoro  ottempera  all'obbligo  di  cui  al comma 1 mediante l'elaborazione, entro 90 giorni dalla  pubblicazione del   presente   regolamento,   di   apposite   procedure   operative specificatamente predisposte per tipologia  di  evento  emergenziale, elaborate anche sulla base delle  pregresse  esperienze  di  gestione delle attivita' sopra richiamate, in  relazione  alle  condizioni  di rischio presumibili e  alla  tipologia  di  evento,  individuando  le misure generali di tutela ritenute opportune per garantire la  salute e  la  sicurezza  del  personale.  Dette  procedure  sono  portate  a conoscenza degli operatori contestualmente alla loro adozione.
3. Le sedi  provvisorie  di  servizio  e  le  aree  operative,  ivi comprese quelle di emergenza allestite per il soccorso e l'assistenza alla  popolazione,  in  cui  il  personale  del  Dipartimento   della protezione civile e' impegnato  nei  casi  di  cui  al  comma  2  non costituiscono luoghi di  lavoro  ai  sensi  del  Titolo  II  e  dell' Allegato IV del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni ed integrazioni.
4. Nelle attivita' di formazione, addestramento ed esercitazioni  a cui il  personale  e'  chiamato  a  partecipare,  l'obbligo  previsto dall'articolo 17, comma 1,  lettera  a)  del  decreto  legislativo  9 aprile 2008, n. 81 e successive  modificazioni  ed  integrazioni,  e' ottemperato con le stesse modalita' di cui al comma  2  del  presente articolo. Le aree nelle quali si svolgono le attivita'  del  presente comma non costituiscono luoghi di lavoro ai sensi  del  Titolo  II  e dell'Allegato IV del decreto legislativo  9  aprile  2008,  n.  81  e successive modificazioni ed integrazioni. Tali  attivita'  devono  in ogni caso essere condotte, laddove direttamente organizzate e gestite dal  Dipartimento  della  protezione  civile,   soltanto   dopo   una preventiva pianificazione e garantendo l'informazione  del  personale sulla natura dei rischi e sulle attivita' da compiere.
5. Nelle attivita' di cui all'articolo 3 della  legge  24  febbraio 1992, n. 225, in cui si trovino a cooperare soggetti  che  non  hanno alcun rapporto  di  impiego  con  il  Dipartimento  della  protezione civile, il personale del medesimo Dipartimento, investito di  compiti di coordinamento ed indirizzo, non e' responsabile  delle  violazioni commesse, in materia di sicurezza e salute sul luogo di  lavoro,  dal personale coordinato e, nei  confronti  del  predetto  personale,  e' esonerato dagli adempimenti previsti dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni ed integrazioni, in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, che rimangono  a  carico  dei soggetti titolari delle  posizioni  di  garanzia  nei  confronti  del personale operante, cosi' come individuati dai rispettivi ordinamenti e dalle specifiche disposizioni di settore.
6. Nei casi in cui il  personale  sia  impegnato  in  attivita'  di protezione civile ai sensi dell'articolo 3 della  legge  24  febbraio 1992, n.  225,  poste  in  essere  per  fronteggiare  eventi  di  cui all'articolo 2, comma 1, lettera c) della  medesima  legge,  ai  fini dell'aggiornamento delle procedure di cui al comma 2,  il  datore  di lavoro redige, entro 120 giorni dal termine dell'impegno in emergenza del Dipartimento della protezione civile, un Rapporto conclusivo  dei rischi peculiari che si  sono  presentati  nel  corso  dell'attivita' svolta, indicando le misure di prevenzione e protezione  che  possono essere adottate in occasione di  analoghe  successive  situazioni.  I competenti  uffici  del  Dipartimento  della  protezione  civile,  in collaborazione con il Responsabile  del  Servizio  di  Prevenzione  e Protezione, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f),  del  decreto legislativo 9 aprile  2008,  n.  81  e  successive  modificazioni  ed integrazioni e con il Medico competente, di cui all'articolo 2, comma 1,  lettera  h),  del  medesimo  decreto  legislativo,  effettuano  e valutano i resoconti delle  attivita'  svolte  durante  le  attivita' emergenziali, analizzando le criticita' riscontrate,  soprattutto  in occasione di infortuni, e apportando  modifiche  di  volta  in  volta migliorative sulle quali attivare un attento monitoraggio.


  Art. 9
  Cantieri temporanei e mobili ex Titolo IV del decreto  legislativo  9  aprile 2008 n. 81

  1. Nelle attivita' di cui al titolo IV del  decreto  legislativo  9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni ed integrazioni,  poste in  essere  dalle  strutture  coordinate   dal   Dipartimento   della protezione civile, in attivita'  poste  in  essere  per  fronteggiare eventi di cui all'articolo 2 della legge 24 febbraio  1992,  n.  225, rientrano gli interventi da eseguire con immediatezza  e  speditezza, anche con affidamenti eccezionali, che non  consentono  la  redazione preliminare ne' del progetto di tali interventi ne' del  Piano  della sicurezza e coordinamento. In tal caso la  committenza  e'  esonerata dalla redazione del Piano  della  sicurezza  e  coordinamento  ma  e' tenuta alla nomina immediata di un Coordinatore per la  sicurezza  in fase di esecuzione che provvede a  coordinare  lo  svolgimento  delle varie attivita' di  competenza.  Il  Coordinatore  per  la  sicurezza assicura una presenza continua in cantiere e si avvale di assistenti. Il Coordinatore per la  sicurezza  in  fase  di  esecuzione,  sebbene esonerato dalla redazione del Piano della sicurezza e  coordinamento, e' tenuto, in ogni caso, alla redazione del fascicolo di cui articolo 91, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.  81 e successive modificazioni ed integrazioni, anche se  successivamente alla realizzazione dell'opera prevista.
2. Il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, nei casi di cui al comma 1, in considerazione dei  compiti  e  delle  mansioni affidatigli ai sensi  dell'articolo  92  del  decreto  legislativo  9 aprile 2008, n. 81 e successive  modificazioni  ed  integrazioni,  al fine di rendere piu' efficace la  propria  azione  di  coordinamento, tenuto conto dell'esigenza di assicurare una  presenza  piu'  assidua nel cantiere, puo' limitare le procedure di cui al citato articolo 92 alla sola  verbalizzazione  delle  situazioni  di  rischio  grave  ed imminente  ovvero  passibili  di  sospensione  delle  attivita'   del cantiere derivanti da rischi propri delle singole imprese, nonche' da rischi interferenti tra le diverse imprese.
3. Nei casi di cui al comma 1 del presente  articolo,  la  notifica formale prevista dall'articolo 99 del decreto  legislativo  9  aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni ed integrazioni,  puo'  essere inoltrata all'organo di vigilanza  anche  successivamente  all'inizio dei lavori, purche' si provveda a darne  informazione  con  qualsiasi mezzo,  appena  possibile,  in   ragione   della   particolarita'   e peculiarita' dell'attivita' svolta nell'ambito del relativo  scenario di emergenza.
4. Le aree di accoglienza e ogni luogo connesso alle  attivita'  di assistenza alla popolazione colpita da eventi di cui  all'articolo  2 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, i luoghi  temporanei  destinati al  coordinamento  e  alla  gestione  dei  medesimi  eventi,  non  si considerano cantieri temporanei e mobili ex  Titolo  IV  del  decreto legislativo 9 aprile  2008,  n.  81  e  successive  modificazioni  ed integrazioni.
Il presente decreto e' inviato per la registrazione  ai  competenti organi di controllo.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.


  Roma, 28 novembre 2011

  Il Presidente del Consiglio dei Ministri
  Monti

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Fornero

Il Ministro della salute
Balduzzi

  Visto, il Guardasigilli: Severino  
Registrato alla Corte dei conti il 27 gennaio 2012  Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 1, foglio n. 205