SENTENZA N. 101 ANNO 2018

SENTENZA N. 101 ANNO 2018
Bilancio e contabilità pubblica - Legge di bilancio 2017 - Misure sanzionatorie nei confronti degli enti locali in caso di saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali. Bilancio e contabilità pubblica - Legge di bilancio 2017 - Disciplina del pareggio di bilancio degli enti territoriali - Definizione del concorso al conseguimento dei saldi di finanza pubblica degli enti territoriali - Inclusione, a decorrere dal 2020, tra le entrate e le spese finali, del fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa, finanziato con entrate finali. Esclusione delle Regioni autonome Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, nonché delle Province autonome di Trento e di Bolzano, dall'applicazione delle disposizioni dei commi 475 e 479 dell'articolo 1 della legge n. 232 del 2016. Previsione che, mediante intesa da raggiungere entro il 30 giugno 2017, il Ministero dell'economia e delle finanze e la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, procedono alla verifica della misura degli accantonamenti nei confronti di detta Regione, ai sensi dell'articolo 1, commi 711, 712 e 729, della legge n. 147 del 2013, per gli anni dal 2012 al 2015, conseguenti alle modifiche intervenute, rispetto all'anno 2010, in materia di imposizione locale immobiliare. Nuove regole per il pareggio di bilancio degli enti territoriali - Cessazione dall'applicazione, a decorrere dall'anno 2017, dei commi da 709 a 712 e da 719 a 734 dell'articolo 1 della legge n. 208 del 2015 - Conferma degli adempimenti relativi al monitoraggio e alla certificazione del saldo di cui all'articolo 1, comma 710, della legge n. 208 del 2015, nonché dell'applicazione di sanzioni in caso di mancato conseguimento del saldo 2016.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riservata a separate pronunce la decisione delle ulteriori questioni di legittimità costituzionale promosse con i ricorsi indicati in epigrafe;

riuniti i giudizi,

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 466, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), nella parte in cui stabilisce che, a partire dal 2020, ai fini della determinazione dell’equilibrio del bilancio degli enti territoriali, le spese vincolate provenienti dai precedenti esercizi debbano trovare finanziamento nelle sole entrate di competenza e nella parte in cui non prevede che l’inserimento dell’avanzo di amministrazione e del fondo pluriennale vincolato nei bilanci dei medesimi enti territoriali abbia effetti neutrali rispetto alla determinazione dell’equilibrio dell’esercizio di competenza;

2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 475, lettere a) e b), della legge n. 232 del 2016 nella parte in cui prevede che gli enti locali delle Province autonome di Trento e di Bolzano e della Regione Friuli-Venezia Giulia sono tenuti a versare l’importo della sanzione per il mancato conseguimento dell’obiettivo di finanza pubblica al bilancio dello Stato anziché a quello delle suddette autonomie speciali;

3) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 519, della legge n. 232 del 2016;

4) dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 463, della legge n. 232 del 2016, promossa, in riferimento agli artt. 3, 25, secondo comma, e 97 della Costituzione, nonché agli artt. 48 e 49 della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia), dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia con il ricorso indicato in epigrafe;

5) dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 479, lettera a), e 483, della legge n. 232 del 2016, promosse, in riferimento al principio di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost., agli artt. 81 e 97 Cost., all’art. 5 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 (Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale), e all’art. 9, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Disposizioni per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell’articolo 81, sesto comma, della Costituzione), dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e dalla Provincia autonoma di Trento, con i ricorsi indicati in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 marzo 2018.

F.to:

Giorgio LATTANZI, Presidente

Aldo CAROSI, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 17 maggio 2018.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 102 ANNO 2018

SENTENZA N. 102 ANNO 2018
Reati e pene - Deturpamento e imbrattamento di cose altrui - Deturpamento e imbrattamento di cose mobili altrui fuori dei casi di cui all'art. 635 codice penale - Trattamento sanzionatorio.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti i giudizi,

1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 639, secondo comma, del codice penale, sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Milano con l’ordinanza indicata in epigrafe;

2) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 639, primo comma, cod. pen., sollevata, in riferimento all’art. 3 Cost., dal Tribunale ordinario di Aosta con l’ordinanza indicata in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 marzo 2018.

F.to:

Giorgio LATTANZI, Presidente

Franco MODUGNO, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 17 maggio 2018.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA