AMBIENTEDIRITTO.it: I CONTENUTI DELLA RIVISTA GIURIDICA n.29/2017.

Quotidiano Legale -

AmbienteDiritto.it Rivista Giuridica on line – ISSN 1974-9562   Newsletter del 5 dicembre 2017 n.29 – ANNO XVII n. 29/2017 Seguici su:       Giurisprudenza ACQUA – INQUINAMENTO IDRICO – Ruscellamento – Disciplina applicabile – Sversamento dei reflui promananti dal depuratore comunale nell’area ad esso circostante – Rapporti tra la normativa sulla tutela delle acque […]

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PROVE INDIZIARIE: La valutazione non si può rimettere in discussione in Cassazione.

Quotidiano Legale -

Massima Giurisprudenziale: La valutazione delle prove indiziarie da parte del giudice di merito non si può rimettere in discussione nel giudizio avanti alla Cassazione. Decisione: Ordinanza n. 20473/2017 – Cassazione Civile – Sezione VI Classificazione: Tributario Massima: La valutazione della prova presuntiva esige che il giudice di merito esamini tutti gli indizi di cui disponga […]

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ATTUAZIONE DI NORME EUROPEE.

Quotidiano Legale -

Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, cinque decreti legislativi che introducono misure necessarie al recepimento di direttive dell’Unione europea o all’adeguamento della normativa nazionale a regolamenti comunitari. Di seguito le principali previsioni dei decreti approvati, con l’indicazione dei Ministeri proponenti.       1. Disposizioni sull’esportazione di prodotti e di tecnologie a duplice […]

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RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Quotidiano Legale -

Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, tre decreti legislativi che introducono disposizioni integrative e correttive ai decreti di attuazione della riforma della pubblica amministrazione. Di seguito le principali innovazioni introdotte.          1. Razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato Disposizioni integrative e correttive al […]

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SENTENZA N. 267 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 267 ANNO 2017
Contratto, atto e negozio giuridico - Deposito di veicoli derivante da provvedimenti di sequestro dell'autorità giudiziaria, anche non sottoposti a confisca - Condizioni per disporre l'alienazione forzosa, anche ai soli fini della rottamazione, dei veicoli giacenti presso il depositario a sé medesimo - Determinazione forfettaria dell'importo spettante al custode-acquirente, in deroga alle tariffe di cui agli artt. 59 e 276 del d.P.R. n. 115 del 2002 - Applicazione alle procedure di alienazione e rottamazione, già avviate e non ancora concluse e alle relative istanze di liquidazione, dei compensi da parte dei custodi.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, commi da 318 a 321, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2005).

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 dicembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Mario Rosario MORELLI, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 14 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 268 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 268 ANNO 2017
Tutela della salute - Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile, a causa di vaccinazioni obbligatorie - Spettanza anche ai soggetti che abbiano subito lesioni e/o infermità da cui siano derivati danni irreversibili all'integrità psicofisica per essere stati sottoposti a vaccinazione antinfluenzale non obbligatoria, ma raccomandata.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro che si siano sottoposti a vaccinazione antinfluenzale.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 novembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Nicolò ZANON, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 14 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 269 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 269 ANNO 2017
Amministrazione pubblica - Autorità garante della concorrenza e del mercato [AGCM] - Finanziamento degli oneri derivanti dal suo funzionamento - Previsione di un contributo obbligatorio annuale a carico delle società di capitali con ricavi totali superiori a 50 milioni di euro, pari allo 0,08 per mille del fatturato - Fissazione di una soglia massima di contribuzione di 400.000 euro, pari a cento volte la misura minima.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti i giudizi,

1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 10, commi 7-ter e 7-quater, della legge 10 ottobre 1990, n. 287 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato), aggiunti dall’art. 5-bis, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 53, primo e secondo comma, della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Roma con l’ordinanza del 2 maggio 2016 (r.o. n. 208 del 2016);

2) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 10, commi 7-ter e 7-quater, della legge n. 287 del 1990, aggiunti dall’art. 5-bis, comma 1, del d.l. n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 23 e 53, primo e secondo comma, Cost., dalla Commissione tributaria provinciale di Roma con l’ordinanza del 25 ottobre 2016 (r.o. n. 51 del 2017).

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 novembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Marta CARTABIA, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 14 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 270 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 270 ANNO 2017
Bilancio e contabilità pubblica - Riapertura dei termini della procedura di collaborazione volontaria - Disposizioni di quantificazione e assegnazione del gettito derivante dalla procedura di collaborazione volontaria.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti i giudizi,

1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193 (Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, e degli artt. 1, commi da 633 a 636, e 2 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), promossa dalla Provincia autonoma di Trento, in riferimento all’art. 82 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), con il ricorso indicato in epigrafe;

2) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7 del d.l. n. 193 del 2016, come convertito, e degli artt. 1, commi da 633 a 636, e 2 della legge n. 232 del 2016, promossa dalla Provincia autonoma di Bolzano, in riferimento all’art. 82 del d.P.R. n. 670 del 1972, con la memoria depositata il 13 novembre 2017;

3) dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 7 del d.l. n. 193 del 2016, come convertito, e degli artt. 1, commi da 633 a 636, e 2 della legge n. 232 del 2016, promosse dalla Provincia autonoma di Trento, in riferimento agli artt. 75, 75-bis, 79, 80, 103, 104 e 107 del d.P.R. n. 670 del 1972, agli artt. 5 e 6 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di finanza regionale e provinciale) ed al principio di leale collaborazione, in relazione all’art. 120 della Costituzione, con il ricorso indicato in epigrafe;

4) dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 7 del d.l. n. 193 del 2016, come convertito, e degli artt. 1, commi da 633 a 636, e 2 della legge n. 232 del 2016, promosse dalla Provincia autonoma di Bolzano, in riferimento agli artt. 75, 75-bis, 79, 103, 104 e 107 del d.P.R. n. 670 del 1972, al d.lgs. n. 268 del 1992 ed al principio di leale collaborazione, in relazione all’art. 120 Cost., con il ricorso indicato in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 dicembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Nicolò ZANON, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 14 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 271 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 271 ANNO 2017
Privilegio, pegno e ipoteca - Ipoteca - Riduzione - Disciplina - Mancata considerazione dei provvedimenti emessi ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2877, secondo comma, e 2884 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal giudice monocratico del Tribunale ordinario di Padova, con l’ordinanza indicata in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 dicembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Mario Rosario MORELLI, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 14 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

CORTE DI GIUSTIZIA UE: libertà di trasferimento della sede legale di una società da uno Stato membro ad un altro.

Quotidiano Legale -

La libertà di stabilimento è applicabile al trasferimento della sede legale di una società in uno Stato membro verso un altro Stato membro, ai fini della trasformazione in conformità al diretto di tale secondo Stato membro, senza spostamento della sede effettiva. Decisione: Sentenza n. C-106/2016 – Corte di Giustizia UE Classificazione: Amministrativo, Civile, Commerciale, Penale, […]

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SENTENZA N. 260 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 260 ANNO 2017
Caccia - Norme della Regione Puglia - Autorizzazione al prelievo in deroga dello sturnus vulgaris - Previsione che, al fine di proteggere i raccolti agricoli e limitare le conseguenze di natura igienico-sanitaria, è autorizzato il prelievo in deroga dello sturnus vulgaris in concomitanza con la stagione venatoria 2015-2016. Previsione che l'autorizzazione al prelievo è priva di efficacia qualora la Giunta regionale non dichiari la compatibilità del prelievo in deroga. Previsione che la deliberazione della Giunta regionale è adottata nel termine perentorio di quindici giorni dall'acquisizione formale degli studi di monitoraggio e del relativo parere [dell'Osservatorio faunistico regionale o dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica - INFS] di cui alla legge regionale n. 30 del 2007.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, commi 1, 2 e 3, della legge della Regione Puglia 2 ottobre 2015, n. 28 (Autorizzazione al prelievo in deroga dello sturnus vulgaris).

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 ottobre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Giulio PROSPERETTI, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 13 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 261 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 261 ANNO 2017
Amministrazione pubblica - Camere di commercio - Attuazione della delega di cui all'art. 10 della legge n. 124 del 2015 per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Riduzione del numero delle Camere di commercio mediante accorpamento, razionalizzazioni delle sedi e del personale - Previsione che il Ministro dello sviluppo economico provvede alla rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, all'istituzione delle nuove Camere di commercio, alla soppressione delle Camere interessate dal processo di accorpamento e razionalizzazione, e alle altre determinazioni conseguenti ai piani. Finanziamento delle Camere di commercio - Finanziamento di programmi e progetti presentati dalla Camere di commercio, condivisi con le Regioni, aventi per scopo la promozione dello sviluppo economico e l'organizzazione di servizi alle imprese - Prevista possibilità del Ministro dello sviluppo economico di autorizzare l'aumento, per gli esercizi di riferimento, della misura del diritto annuale fino ad un massimo del venti per cento. Abrogazione dell'art. 18, comma 1, lett. c), del d.lgs. n. 580 del 1993, il quale, tra le fonti di finanziamento, contempla anche "le entrate e i contributi derivanti da leggi statali, da leggi regionali, da convenzioni o previsti in relazione alle attribuzioni delle Camere di commercio". Disposizioni finali e transitorie - Obbligo delle Regioni di comunicazione alla Camera di commercio, in via telematica, dei provvedimenti conclusivi di procedimenti amministrativi concernenti attività d'impresa. Richiesta alla Corte costituzionale di sollevare davanti a se stessa la questione di legittimità costituzionale dell'art. 10, comma 2, della legge n. 124 del 2015, nella parte in cui prevede il parere, anziché l'intesa, in sede di Conferenza Stato-Regioni. Previsione che, entro il termine di 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo impugnato, l'Unioncamere trasmette al Ministero dello sviluppo economico una proposta di rideterminazione delle circoscrizioni territoriali, per ricondurre il numero complessivo delle Camere di commercio entro il limite di 60.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 4, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 219 (Attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n. 124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura), nella parte in cui stabilisce che il decreto del Ministro dello sviluppo economico dallo stesso previsto deve essere adottato «sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano», anziché previa intesa con detta Conferenza;

2) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’intero testo del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento all’art. 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, dalla Regione Lombardia, con il ricorso indicato in epigrafe;

3) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’intero testo del d.lgs. n. 219 del 2016 e promosse, in riferimento agli artt. 117, terzo e quarto comma, Cost., nonché al principio di leale collaborazione, per mancato recepimento delle proposte formulate nel parere reso dalla Conferenza unificata, dalla Regione Lombardia, con il ricorso indicato in epigrafe;

4) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3 e 4 del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli artt. 76, 117, terzo e quarto comma, Cost., nonché al principio di leale collaborazione di cui agli artt. 5 e 120 Cost., dalla Regione Lombardia, con il ricorso indicato in epigrafe;

5) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, lettera b), numero 2, punto g), 1, comma 1, lettera r), punto i), e 3, comma 10, del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli artt. 117, terzo e quarto comma, Cost., nonché al principio di leale collaborazione, per mancato recepimento delle proposte formulate nel parere reso dalla Conferenza unificata, dalla Regione Lombardia, con il ricorso indicato in epigrafe;

6) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera a), numero 1, e dell’art. 3, comma 1, primo periodo, del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli artt. 3, 5 e 18 Cost., nonchè al principio di ragionevolezza, dalla Regione Puglia, con il ricorso indicato in epigrafe;

7) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera a), numero 3, del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli artt. 76 e 77, primo comma, Cost., dalla Regione Liguria, con il ricorso indicato in epigrafe;

8) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 4, del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento all’art. 117, terzo e quarto comma, Cost., dalla Regione Lombardia, con il ricorso indicato in epigrafe;

9) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 1, lettera f), e 4 del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento all’art. 76 Cost., in relazione all’art. 10, comma 1, lettera g), della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), dalla Regione Lombardia, con il ricorso indicato in epigrafe;

10) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 6, del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli artt. 3, 97 e 117, comma quarto, Cost., nonché ai principi di ragionevolezza e leale collaborazione, dalla Regione Puglia, con il ricorso indicato in epigrafe;

11) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 6, del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento all’art. 117, comma quarto, Cost., dalla Regione Toscana, con il ricorso indicato in epigrafe;

12) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’intero testo del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento all’art. 76 Cost., in relazione all’art. 10, comma 1, della legge n. 124 del 2015, dalla Regione Puglia, con il ricorso indicato in epigrafe;

13) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’intero testo del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli art. 76 e 77, primo comma, Cost., dalla Regione Toscana, con il ricorso indicato in epigrafe;

14) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’intero testo del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli art. 76 e 77, primo comma, Cost., nonché al principio di leale collaborazione, dalla Regione Toscana, con il ricorso indicato in epigrafe;

15) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’intero testo del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento al principio di leale collaborazione, dalla Regione Liguria, con il ricorso indicato in epigrafe;

16) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’intero testo del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento al principio di leale collaborazione di cui agli artt. 5 e 120 Cost., dalla Regione Lombardia, con il ricorso indicato in epigrafe;

17) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 4, del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento all’art. 76, Cost., in relazione all’art. 10, comma 1, lettera b), della legge n. 124 del 2015, dalla Regione Puglia, con il ricorso indicato in epigrafe;

18) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera r), numero 1, punto i), del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli artt. 3 e 117, terzo e quarto comma, Cost. nonché ai principi di ragionevolezza e di leale collaborazione, dalla Regione Puglia, con il ricorso indicato in epigrafe;

19) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera r), numero 1, punto i), del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli artt. 117, terzo e quarto comma, e 118 Cost., nonché al principio di leale collaborazione, dalla Regione Toscana, con il ricorso indicato in epigrafe;

20) dichiara non fondata, nei termini di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera r), numero 1, punto a), del d.lgs. n. 219 del 2016, promossa, in riferimento agli artt. 3 e 117, terzo e quarto comma, Cost., nonché al principio di ragionevolezza, dalla Regione Puglia, con il ricorso indicato in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l’8 novembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Augusto Antonio BARBERA, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 13 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 262 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 262 ANNO 2017
Giurisdizione domestica - Controversie concernenti il rapporto di impiego dei dipendenti del Senato - Disciplina contenuta nel Regolamento del Senato della Repubblica - Attribuzione al Senato stesso [Commissione contenziosa in primo grado e Consiglio di garanzia in grado di appello] dell'autodichia sui propri dipendenti. Giurisdizione domestica - Controversie concernenti il rapporto di impiego dei dipendenti del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica - Disciplina regolamentare contenuta nel decreto presidenziale 26 luglio 1996, n. 81, integrato dal decreto presidenziale 9 ottobre 1996, n. 89 e modificato dal decreto presidenziale 30 dicembre 2008, n. 34 - Attribuzione alla Presidenza della Repubblica dell'autodichìa sui propri dipendenti.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti i giudizi,

dichiara che spettava al Senato della Repubblica e al Presidente della Repubblica approvare gli atti impugnati con le ordinanze di cui in epigrafe, nelle parti in cui riservano ad organi di autodichia la decisione delle controversie di lavoro instaurate dai propri dipendenti.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 settembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Nicolò ZANON, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 13 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 263 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 263 ANNO 2017
Processo penale - Procedimento per il riesame delle ordinanze che dispongono una misura coercitiva - Svolgimento, su istanza degli interessati, nelle forme dell'udienza pubblica.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti i giudizi,

dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 309, comma 8, e 127, comma 6, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 111, primo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848, dal Tribunale ordinario di Lecce, con le ordinanze indicate in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 24 ottobre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Franco MODUGNO, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 13 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 264 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 264 ANNO 2017
Imposte e tasse - Imposte sui redditi delle società - Determinazione della base imponibile - Sopravvenienze attive - Previsione che non si considerano sopravvenienze attive i versamenti dei soci in denaro o in natura a fondo perduto o in conto capitale - Interpretazione della Corte di cassazione.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 88, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi), sollevata dalla Commissione tributaria regionale di Venezia, in riferimento agli artt. 3 e 53, primo comma, della Costituzione, con l’ordinanza indicata in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l’8 novembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Daria de PRETIS, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 13 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

SENTENZA N. 265 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

SENTENZA N. 265 ANNO 2017
Reati e pene - Reato di disastro colposo di cui all'art. 449 codice penale, in relazione all'art. 434 codice penale - Raddoppio dei termini di prescrizione - Denunciata previsione della durata di un termine di prescrizione in misura sovrapponibile rispetto alla più grave corrispondente fattispecie dolosa di cui all'art. 434 codice penale.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti i giudizi,

dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 157, sesto comma, del codice penale, come sostituito dall’art. 6 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), sollevate, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dalla Corte di cassazione, dal Tribunale ordinario di Velletri, dal Tribunale ordinario di Torino e dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale ordinario di Larino con le ordinanze indicate in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 novembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Franco MODUGNO, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 13 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

ORDINANZA N. 266 ANNO 2017

Corte Costituzionale Sentenze -

ORDINANZA N. 266 ANNO 2017
Processo penale - Sostituto del difensore - Previsione che, in base all'interpretazione giurisprudenziale costituente diritto vivente, il sostituto esercita i diritti e assume i doveri del difensore, anche diritti e doveri di natura patrimoniale ed economica, tra cui il diritto alla liquidazione erariale del proprio compenso - Applicabilità, in forza del richiamo fatto dall'art. 97, comma 4, cod. proc. pen. all'art. 102, comma 2, cod. proc. pen., al sostituto nominato dal giudice e non anche al sostituto "con delega" del difensore d'ufficio, ex art. 102, comma 1, cod. proc. pen.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 102, comma 2, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Lecce, con l’ordinanza in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 novembre 2017.

F.to:

Paolo GROSSI, Presidente

Nicolò ZANON, Redattore

Roberto MILANA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 13 dicembre 2017.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Roberto MILANA

IVA: fornitore UE inattivo detrazione da valutare caso per caso.

Quotidiano Legale -

Se il fornitore UE risulta inattivo detrazione IVA da valutare caso per caso   Massima Giurisprudenziale: E’ contraria alla direttiva 2016/112/CE la normativa nazionale che nega ad un soggetto passivo il diritto alla detrazione dell’IVA perché l’operatore che gli aveva fornito una prestazione di servizi dietro fattura è stato dichiarato inattivo dall’amministrazione tributaria di uno […]

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